Ciao, in questo articolo ti parlerò di Interscambio modale tra tonalità parallele. Abbiamo un interscambio modale quando prendiamo in prestito accordi da tonalità parallele (maggiori e minori).
Come da definizione, l’interscambio modale lo si ha quando prendiamo in prestito accordi da tonalità parallele (nell’esempio C maggiore e C minore) purché le tonalità abbiano ovviamente la stessa tonica (da cui il termine parallelo). In teoria potremmo prendere qualsiasi accordo da un determinato modo ed inserirlo nella nostra progressione, ma come già detto la metodologia più usata nella musica moderna è quella delle tonalità parallele perché “suonano bene”. Una volta analizzata la progressione per la costruzione del solo bisogna solo passare dalla scala maggiore alla scala minore parallela.
Vediamo quali accordi si vengono a formare spontaneamente dall’armonizzazione della tonalità di C maggiore e C minore.
Cmaj -> Cmaj7, Dm7, Em7, Fmaj7, G7, Am7, Bm7b5
Cm -> Cm7, Dm7b5, Ebmaj7, Fm7, Gm7, Abmaj7, Bb7
Il giro di accordi che prenderò in esame è il seguente
|C |Em7 |F |Fm Bb |
I III IV IV (minore) VII (minore)
Quindi le prime 3 battute sono in tonalità di C maggiore mentre l’ultima è in C minore, interscambio modale tra tonalità parallele.
Allargando la piccola progressione nell’articolo a questa (in stile pop/rock) avremmo:
| C | Em | F | Fm Bb |
I III IV IV e VII della tonalità parallela minore
| C | Em | F | Ab Bb |
I III IV Vi e VII della tonalità parallela minore
Nel primo caso, ho scelto di cambiare “modo” sull’accordo F perché molto spesso, in ambito pop/rock
l’interscambio avviene proprio sull’accordo costruito sul IV grado.
In realtà è molto più semplice di quello che sembra purché si abbiano ben chiare le armonizzazioni dei sistemi maggiori e minori. Per chi fosse interessato, i concetti sono meglio esposti nel manuale “Armonia e teoria… pratica!” che ho realizzato con Massimo Varini.